L’EUROPA E’ IL NOSTRO FUTURO. DI PACE; LIBERTA’, PROSPERITA’.

L’Unione Europea in tutti questi anni ci ha resi più liberi e più prosperi. Credo profondamente in questo ideale europeo di pace, prosperità e crescita, auspico un’Europa più forte e sono al contempo consapevole che la stessa vada migliorata, perché continua a essere il nostro futuro.

Oggi in aula abbiamo votato la Risoluzione concernente il programma di lavoro della commissione UE per il 2017 ed è stata una bella pagina di politica regionale: come Patto Civico abbiamo contribuito, assieme alle altre forze europeiste presenti in consiglio, alla stesura di questo documento, valido nei contenuti, dalla difesa di alcune importanti conquiste Ue allo sviluppo del ruolo delle regioni, e che è ispirato da uno sguardo non nazionale, ma davvero europeo.

Tutti gli emendamenti che abbiamo presentato sono stati accolti e hanno contribuito a fare di questa risoluzione un documento cauto e realista, ma non timido. Perché oggi in Italia ci sono troppi europeisti con i se e con i ma, che giocano in difesa. Invece occorre essere europeisti senza timidezza, che non vuol dire non tenere conto degli attuali limiti, ma superarli e andare oltre, buttarseli alle spalle.

Davvero lascia allibiti vedere la Lega prigioniera di una logica nazionalista e sovranista, che vuole rinchiuderci nei nostri confini stretti tra l’America di Trump e la Russia di Putin. Forse non si rendono conto che o c’è l’Europa o i singoli Paesi spariranno sullo scacchiere mondiale. E’ contradditorio parlare di ‘Europa dei popoli’ e poi cavalcare la tigre sovranista; la sfida oggi non è recuperare sovranità nazionale, ma cederla in favore di una Unione europea sempre più forte, prospera e sostenibile.

Le Regioni hanno un ruolo fondamentale contro il rischio di centralizzazione del potere: in questo scenario, per la Lombardia e soprattutto per l’area metropolitana si aprono numerose opportunità dopo la Brexit; portare a Milano l’Agenzia del farmaco e la Corte dei brevetti aiuterà il nostro territorio a essere più competitivo, favorendo non solo l’occupazione, ma anche lo sviluppo dei settori strategici dell’innovazione e della ricerca.

 

 

 

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